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L’AGRICAMPEGGIO

Ciao a tutti!

Siamo cercando di creare presso la nostra Azienda agricola un “AGRICAMPEGGIO” che ci permetterà di ospitare nella nostra YURTA tutti coloro che vorranno venirci a trovare e trascorrere un po’ del loro tempo in nostra compagnia, nel nostro piccolo, caotico e assai rustico “mondo”.

Vi terremo aggiornati sui futuri sviluppi di questa nostra “missione”!!!

La YURTA: qual è la sua origine?

La yurta, detta anche iurta o jurta, è un’abitazione mobile adottata da molti popoli nomadi dell’Asia tra cui mongoli, Kazaki e uzbeki.

Tale nome significa “casa ricoperta di feltro” e, infatti, sin dai tempi più antichi, le yurte sono costituite da uno scheletro di legno e una copertura di tappeti di feltro di lana di pecora; sono di dimensioni e aspetto variabili, a seconda della cultura che le adotta.

Il vantaggio di questo tipo di abitazione è che può essere smontata, spostata e assemblata in un tempo relativamente breve, ma, nonostante questo, è un’abitazione salda, che protegge i suoi abitanti dai forti venti e dai rigidi inverni delle steppe asiatiche.

In molte zone della Mongolia, infatti, nonostante l’avanzamento dell’urbanizzazione, restano ancora presenti nel paesaggi; circa il 60% della popolazione vivente in Mongolia abita in una yurta tenendo così viva una tradizione che è diventata fonte di ispirazione anche per altre culture come, ad esempio, la nostra.

La yurta ha un valore simbolico molto importante: la sua visita implica un rigoroso rituale protocollare, simbolo di rispetto, civiltà ed educazione; la mancata esecuzione di questo rituale può essere, quindi, considerata segno di inciviltà e di mancanza di rispetto. La divisione degli spazi, di solito, rispetta uno schema fisso: l’interno contiene molti letti che servono da sedie durante il giorno, un armadietto, una tavola bassa su cui si posa il cibo; vicino all’ingresso si trova anche la zona cucina; accanto alla zona giorno, vicino alla porta di entrata, si dovrebbe sistemare il letto del capofamiglia, mentre i lati sono destinati a figli; gli eventuali ospiti sono alloggiati solo nella zona opposta all’ingresso, cioè sul lato nord.

Nella varietà di modelli di yurta, la costante è l’unica apertura, la porta di entrata, sempre rivolta a sud; inoltre, per permettere al fumo del braciere di uscire, la yurta ha una copertura apribile in cima, che segna anche  il collegamento inscindibile tra uomo e cielo, tra uomo e cosmo, il tempo e Dio.

Le yurte mongole non hanno chiodi, né viti, né cemento: sono fatte con legni ad incastro che formano una meravigliosa raggiera interna.