La Razza Bovina Piemontese

L’allevamento del bovino di razza Piemontese è una risorsa specifica e peculiare della nostra regione.

Circa 30.000 anni fa lo zebù pakistano è arrivato fino all’attuale Piemonte dove, trovando una barriera naturale formata dall’arco alpino, si è insediato integrandosi con la popolazione bovina preesistente, adattandosi all’ambiente e determinando, nel tempo, la formazione dell’attuale razza Piemontese.

L’Associazione Nazionale degli Allevatori della Razza Piemontese (A.Na.Bo.Ra.Pi.) è stata costituita nel 1960 con il compito di effettuare attività di miglioramento genetico, valorizzazione e diffusione della razza.

Il bovino di razza Piemontese è un animale di taglia media che negli ultimi 50 anni si è nettamente specializzato nella produzione della carne, grazie alla selezione del carattere della groppa doppia, conseguente ad una mutazione genetica manifestatasi probabilmente sul finire del secolo scorso.

Nei tori il mantello è grigio o fromentino chiaro, con accentuazione dei peli neri sulla testa (specie intorno alle orbite), sul collo, sulle spalle e sulle regioni distali degli arti, talora anche sulle facce laterali del tronco e sugli arti posteriori. Nelle vacche il mantello è bianco o fromentino chiaro con sfumature fino al grigio o al fromentino. I vitelli alla nascita hanno il mantello fromentino carico. Lingua, palato e mucose visibili dall’esterno sono pigmentati di nero.

La vacca Piemontese vanta anche una produzione di latte più che sufficiente alle esigenze di mantenimento del vitello, derivante dalla duplice attitudine per la quale la razza era selezionata nel passato. Alcuni allevatori di Piemontese, in particolare quelli delle zone di produzione di formaggi tipici, utilizzano questa produzione aggiuntiva per la trasformazione. I formaggi quali il Castelmagno, il Bra, il Raschera e molte delle tome provenienti dalle vallate Piemontesi sono prodotti con il latte ottenuto dalla Piemontese.

L’alimentazione è molto semplice ed è costituita prevalentemente da foraggi aziendali, verdi o essiccati (o insilati), integrati da un mangime costituito prevalentemente da cereali o leguminose coltivati nella zona.

L’allevamento delle vacche Piemontesi è di tipo tradizionale con stabulazione fissa, meno frequentemente libera in box; la vacca Piemontese può essere allevata vantaggiosamente non solo sui pascoli pianeggianti e collinari, ma anche su quelli montani più poveri, perché è un’ottima trasformatrice dell’ alimento ed è capace di adattarsi alle condizioni ambientali più diverse. Se, da un lato, l’allevamento in stalla è diffuso in pianura, integrato talvolta con l’uscita delle vacche al pascolo nelle vicinanze dell’azienda, dall’altro, è comune, per alcuni allevamenti, la pratica della monticazione durante i mesi estivi, quando la mandria migra sui pascoli montani anche oltre 2.000 metri di quota e vi permane fino all’autunno.

 

 

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